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Una proposta dietologica anticancro

il Mer Dic 17 2014, 14:00
Reputazione del messaggio: 100% (1 voti)
Ho il piacere, dopo le dispensine sull'astrofisica, di proporvi ora una serie di interventi su una possibile strategia alimentare per ridurre i rischi di cancro; si tratta di un opuscoletto che abbiamo redatto sul mio lavoro, disponibile on line anche con le note a margine che indicano fonti, bibliografie, etc...
Il nostro è stato un lavoro squisitamente compilativo, infatti nessuno tra noi è medico e quindi non si arroga minimamente la funzione di sovrapporsi ai medici. Ci siamo basati su numerosi testi scientifici, quelli sì scritti da specialisti, e abbiamo così raccolto le loro idee in un compendio snello, comodo, speriamo utile.
Ripeto, l'opuscolo è disponibile e scaricabile gratuitamente on line (chi volesse info al riguardo mi scriva pure), ma io ora ho il piacere di postarlo a puntate qui, su questo bel Forum.
Magari anche più di una puntata al giorno, se riesco!!!
Quindi... occhio!


Ultima modifica di Zio Franco il Mer Dic 17 2014, 14:05, modificato 2 volte
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DALL’ALIMENTAZIONE UN NOTEVOLE AIUTO CONTRO IL CANCRO

il Mer Dic 17 2014, 14:03
N.B.= Questo breve opuscolo si offre solo come PROPOSTA dietologica, basata anche sull’esperienza personale, senza assolutamente voler fornire indicazioni che caldeggino o sconsiglino una o l’altra marca di cibi, tant’è vero che marche non ne vengono mai citate! Anche gli alimenti di cui si mettono in evidenza “vizi e virtù” sono citati solo ad esempio di una proposta dietologica, senza con ciò voler confondere “impressioni” e “idee” soggettive (peraltro ben supportate da ricerche scientifiche) con intenti a sfondo anche lontanamente pubblicitario che qua si rifuggono in maniera assoluta.

Intro.
In queste pagine desideriamo riassumere le linee guida della moderna alimentazione anticancro, sulla base delle migliori pubblicazioni scientifiche attualmente in circolazione.
E’ naturale che, non essendo tecnici della materia, invitiamo ciascuno a leggere i libri da cui è possibile trarre queste indicazioni, libri scritti da medici, scienziati e giornalisti specializzati una cui esauriente bibliografia è disponibile a fine opuscolo; comunque, come risulta anche dall’apparato di note, possiamo assicurare che quanto scritto in queste pagine deriva solo e soltanto dalle nostre letture, senza alcuna contaminazione “ascientifica” di tipo personale; al massimo ci limiteremo a introdurre qualche impressione soggettiva che ognuno saprà ben distinguere dalle indicazioni tecniche, dandole quindi il peso che merita.

Uno stile di vita anticancro.
L’alimentazione è solo UNO degli aspetti della lotta contro il cancro; ma è uno tra i più affascinanti perché, se altri cavalli di battaglia della prevenzione oncologica si basano esclusivamente su divieti (ad es.: NON fumare , NON respirare determinate sostanze aromatiche, NON venire a contatto con particolari materiali sul luogo di lavoro, NON trascurare certe infezioni croniche, etc…), l’alimentazione si basa invece solo su pochi divieti assoluti, molti consigli di moderazione e tanti, tantissimi incitamenti a consumare, anche in larghe quantità, cibi deliziosi, facili da preparare e molto economici, tanto da essere definiti dagli esperti, con un felice neologismo, “alicamenti” (dall’unione delle parole “alimenti” e “medicamenti”).
Trattare del completo stile di vita anticancro (argomento vastissimo) non è obiettivo di queste pagine che invece si dedicano quasi esclusivamente all’alimentazione.
Dunque in queste pagine non ci occuperemo dello stile di vita anticancro, al di là di quelli che possono essere i suggerimenti più ovvi che qui si riportano: NON fumare; NON fare vita sedentaria evitando l’obesità ; CONTROLLARE eventuali malattie predisponenti quali epatiti, diabete, infezioni varie, etc…; NON bruciarsi ai raggi solari e delle lampade abbronzanti; NON esporsi in modo dissennato a sorgenti dannose quali telefonini, televisori, radiazioni in genere ; FARE medicina preventiva per esempio affidandosi ai suggerimenti del medico di fiducia, consultandolo ogni volta che si hanno dei dubbi sulla propria salute.
Ci occuperemo invece di uno stile nutrizionale: facile da seguire, interessante, vario, economico e capace oltretutto di trascinare la nostra persona, come in un effetto-valanga, a tanti altri benefici quali un contenimento del peso corporeo, valori del sangue più soddisfacenti, una difesa da molte altre patologie, un migliore gusto per il cibo, addirittura un’intima soddisfazione mentale in grado di appagarci a tutto tondo durante i nostri pasti e spuntini.
Teniamo poi a chiarire che venire a conoscenza della malattia di qualcuno che ha sempre adottato uno stile di vita anticancro non deve portare ad abbandonarlo! Uno o dieci o cento casi “sfortunati” non possono fare statistica . Allo stesso modo sarebbe assurdo abbandonarsi al vizio del fumo solo perché ogni tanto anche qualche non fumatore si ammala di cancro polmonare!
È da segnalare infine una cosa: i suggerimenti anticancro che citeremo qui di seguito non sono che una parte di tutti quelli individuati dalla moderna medicina preventiva oncologica. Sono quelli che abbiamo meglio capito, che riteniamo di più facile attuazione, e che personalmente riusciamo tranquillamente ad applicare con soddisfazione nella dieta quotidiana.
Un ultimo cenno molto importante: nelle pagine che seguono troverete delle indicazioni apparentemente banali; un esempio? Masticare molto bene alcuni cibi oppure lasciar decantare con cura alcuni ortaggi prima di soffriggerli. Uno potrà chiedersi che senso abbiano simili suggerimenti! Ebbene, hanno il senso di permettere a determinate molecole e proprietà di liberarsi adeguatamente e rendere quindi uno stesso cibo ancora più prezioso per la propria salute ! Comunque ci torneremo.
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Alcune regole generali.

il Mer Dic 17 2014, 14:06
La moderna alimentazione possiede una caratteristica devastante e purtroppo onnipresente nella abitudini culinarie delle società occidentali più avanzate: la corruzione dei principi naturali di molti cibi.
Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: se l’uomo oggi, nonostante l’inquinamento, i rischi sul lavoro, gli stravizi come fumo e alcool (una volta meno diffusi), vive mediamente più a lungo, probabilmente un po’ di merito l’alimentazione lo avrà. Certo non cambieremmo mai il modo che abbiamo oggi di alimentarci con quello che aveva Napoleone, se non altro per il fatto che l’aspettativa di vita di Napoleone era di circa 55 anni mentre la nostra è di circa 78! Però è indubbio che commetteremmo un grave errore se non cercassimo di coniugare i grandi traguardi raggiunti dalla dietologia in questi ultimi decenni con la genuinità che aveva la pur incompleta cucina dei tempi di Napoleone. Ecco dunque il segreto: mangiare con la ricchezza di oggi e la salubrità di ieri, evitando le sofisticazioni di oggi così come le carenze di ieri!
Oggi noi corrompiamo troppo i cibi: vediamo di assumere questa affermazione come guida delle nostre abitudini alimentari. Il principale modo di perpetrare questo strazio è la cottura. Ma se una cottura moderata può incidere poco sulla salubrità di un buon cibo, mantenendolo comunque utile al nostro benessere, e una cottura eccessiva può neutralizzare i suoi apporti benefici senza provocare però ulteriori danni, badiamo bene che una cottura SBAGLIATA può rendere determinati alimenti delle potenziali bombe oncologiche per il nostro corpo. Un esempio? La bruciatura dei cibi, di qualunque cibo, produce particelle combuste potenzialmente cancerogene, e dunque una buona e sana pizza può trasformarsi in una potenziale fonte di pericolo. Non a caso c’è chi ordina sempre la pizza “poco cotta”, così la gusta di più e preserva la sua salute.
Ma sono la carne e in generale le sostanze grasse (olii, burri, condimenti vari) a trasformarsi in potenziali bombe velenose quando vengono COMBUSTE. Quindi, nulla di male se ogni tanto si gusta qualche grigliata di carne, ma è meglio farlo, per così dire, una volta all’anno piuttosto che una volta al mese, e magari è opportuno cuocere sulle braci in modo poco aggressivo piuttosto che abbrustolire sulla carbonella viva con tanto di condimenti pronti a incenerirsi sui nostri bocconi!
Se dunque è bene evitare o minimizzare al massimo questi tipi di cottura, bisogna comunque ricordare che quasi ogni cottura, per definizione, corrompe il cibo. Abituiamoci perciò a mangiare il più possibile cibi crudi come verdura e frutta. E quando proprio non possiamo fare a meno di cuocere, facciamolo con parsimonia, con mezzi adeguati (evitiamo le padelle in alluminio, ormai fortunatamente quasi fuori commercio, e usiamo le padelle cosiddette antiaderenti solo se perfettamente integre) e senza violentare l’alimento con fiammate e temperature eccessive . Teniamo sempre presente che, oltre al calore, l’acqua e il tempo sono degli straordinari divoratori di sostanze nutritive; è bene dunque usare il tempo strettamente necessario e servirsi per le nostre preparazioni di cottura al vapore o di poca acqua, magari non gettandola via ma utilizzandola per l’alimento finito (se cuocio le verdure per un risotto utilizzerò l’acqua di cottura per fare il brodo del risotto stesso, ad esempio).
Il nostro corpo ha poi bisogno di una miriade di sostanze, quindi la dieta variata, oltre che poco cotta, è la cosa ideale. Per esempio è assurdo eliminare completamente i carboidrati perché fanno ingrassare (luogo comune molto discutibile) sostituendoli in toto con proteine (carne e pesce): i reni, e non solo loro, ne soffriranno.
D’altro canto bisogna ricordarsi anche che molti studi mettono in evidenza lo stretto rapporto fra l’incremento del consumo di zuccheri (oggi spesso eccessivo) e la diffusione del cancro: moderazione e varietà, quindi!
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I cibi anticancro.

il Mer Dic 17 2014, 14:07
Ed eccoci finalmente alla parte più “costruttiva” del nostro ragionamento, quella che ci consente, dopo aver capito e adottato le regole che sottintendono ai discorsi appena fatti, di inserire nella nostra dieta alcuni fra i famosi “alicamenti” , autentici cibi-medicina capaci di prevenire in modo attivo la degenerazione cellulare che può poi condurre al tumore (secondo alcuni studi anche di effettuare un’attività di cura o almeno di “blocco” nei confronti di processi cancerosi già conclamati ).
Ricordiamo ancora che questa lista non è assolutamente esaustiva, che qui citeremo solo alcuni “alicamenti”, pochi rispetto a quelli ormai oggi conosciuti, e per la precisione solo quelli che ci hanno colpito in modo particolare nel nostro peregrinare fra letture scientifico-divulgative e tentativi di applicazione dietologica quotidiana; ma chissà quanti altri ne lasciamo fuori, e comprensibilmente, visto che non vogliamo fornire del “sapere” ma dei semplici “spunti” e soprattutto che, lo ribadiamo non siamo tecnici (medici o dietologi) ma solo lettori che cercano di applicare ciò da cui sono stati maggiormente (e favorevolmente) impressionati.
Sia ben chiara una cosa: non ha molto senso fossilizzarsi su questa sezione ignorando tutto quanto detto nelle sezioni precedenti, dato che inserire gli “alicamenti” in uno stile di vita sballato a livello generale equivale a tentare di riempire un colabrodo: mentre versi nel recipiente, perdi comunque un sacco di liquido dai buchi! Questa sezione perciò, anche se in un certo modo è il vero cuore dell’opuscolo, ha senso solo se considerata complementare a quelle precedenti.
Ma partiamo. Per comodità dividiamo gli “alicamenti” in tre categorie:
- a elevato potenziale anticancro;
- a buon potenziale anticancro;
- a discreto potenziale anticancro.

Ci ritroviamo presto (spero già domani, se non stasera) con il "cuore" dei suggerimenti!!!


Ultima modifica di Zio Franco il Mer Dic 17 2014, 14:09, modificato 3 volte
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Catalogazione alicamenti

il Gio Dic 18 2014, 13:21
Categoria 1) a elevato potere anticancro:
tè verde, alcune liliacee (aglio, aglio porro, cipolle, scalogno), verdure crucifere (cavoli, verze, cappucci e similari), succo di melagrana, curcuma (solo se consumata assieme al pepe nero in polvere), frutti di bosco, uva nera specie la varietà ‘fragola’, prugne essiccate, capperi, semi di lino, olio di lino, cioccolata fondente (almeno 70% di cacao), soia e derivati, pomodoro specie se reso sugo o salsa.

Categoria 2) a buon potere anticancro:
spinaci, pesce in generale ma specie quello azzurro e a colorito rosso (sardine, sgombro, salmone, trota salmonata), noci, mele, ciliege, pesche, albicocche, kiwi, agrumi, vino rosso (in dosi limitate), carote.

Categoria 3) a discreto potere anticancro:
polvere di peperoncino rosso piccante, peperoni, radicchio, insalata, ortaggi vari (melanzane, zucchine, zucca, etc…), legumi (soprattutto ceci e lenticchie), yogurt, uva bianca, olio extravergine d’oliva.
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Categoria 1) a elevato potere anticancro

il Gio Dic 18 2014, 13:24
Tè verde: ecco un’autentica forza della natura contro i tumori! E’ uno tra gli alicamenti più potenti che si conoscano, col suo carico di polifenoli, catechine, minerali, etc…; secondo alcuni studiosi è, assieme alla curcuma , il più importante alimento anticancro a nostra disposizione.
È economico, gradevole, facile da assumere. Si può berlo o ingerirlo sotto forma di estratti (da non confondersi con gli integratori, cosa ben diversa), o entrambe le cose. Buoni estratti di tè verde si trovano in commercio e si possono assumere, ad esempio, in capsule il cui contenuto corrisponde ad alcune tazze (da tè, s’intende).
Per assicurarsi il massimo dei benefici del tè verde consigliamo di berne almeno 4 tazze al giorno (ma anche un paio, o una tazza bella abbondante, sono sempre meglio che niente), lontano da latte e derivati (almeno una mezz’ora di intervallo tra l’assunzione di tè verde e latte o formaggio etc…) , sotto forma di foglie. Esse si acquistano in ogni erboristeria o negozio similare (il tè verde giapponese è molto più pregiato ma costa assai e non si trova facilmente; teniamo anche presente le recenti contaminazioni radioattive! Il cinese o quello di altri paesi orientali come Ceylon quindi va bene lo stesso), vanno conservate al buio e in luogo non umido, per cui il frigorifero non è adatto. L’ideale è una bella scatola di latta. Un cucchiaio da tè per ogni tazza sempre da tè d’acqua calda è la dose perfetta.
Preparazione: scaldare fin verso i 75 - 80 °C l’acqua in un tegame e intanto, nella teiera (o tazza) non metallica (il metallo corrompe le catechine facendole diventare ferrocatechine), porre le foglie (un cucchiaio da tè per ogni tazza). Esse ricevono l’acqua non bollente, ma comunque molto calda, senza subire alcuno shock termico, proprio come consigliato anche dai maestri del tè. L’infusione, a teiera (o tazza) coperta per non disperdere i vapori, deve durare almeno 5 minuti, meglio 8, l’ideale è 10. Così tutte le sostanze contenute nelle foglie passano all’acqua . Quindi, filtrare il tutto , zuccherare eventualmente a piacere, aromatizzare con limone o arancio (mai latte!), eventualmente mescolare con altra acqua fredda se non si sopportano le bevande troppo calde, bere in breve tempo, meglio se subito . Se uno preferisce può anche usare, invece delle foglie, i classici sacchettini – filtro (1 per tazza), forse più comodi ma con minore garanzia riguardo la qualità della bevanda.
C’è chi, ad esempio, per sei mesi all’anno, alternati, assume due tazze di tè verde al mattino, assieme a un frutto (sinergia esplosiva contro gli oncogeni: è stato dimostrato che abbinare più cibi anticancro, come ad esempio anche tè verde, curcuma e pepe nero, ne amplifica la forza. E’ bello che ogni tanto 1 + 1 faccia 3! ) e due alla sera (il contenuto di teina è davvero trascurabile). Negli altri sei mesi assume invece una capsula di estratto e due tazze di tè verde. E’ bene effettuare le assunzioni a distanza di parecchie ore. Infatti l’assunzione di due tazze di tè verde è in grado di rilasciare con effetto immediato, attraverso la circolazione sanguigna, una miriade di sostanze benefiche (catechine , la più preziosa delle quali ha l’impronunciabile nome di “epigallocatechina-3-gallato” , altri polifenoli, etc...) che vanno a raggiungere ogni singola cellula del nostro corpo. Questa “carezza cellulare” dura alcune ore, quindi è opportuno non sovrapporre le dosi per ottimizzare il più possibile gli effetti.
A livello salutistico non ha molto senso assumere il tè verde attraverso caramelle, gomme, integratori, polveri liofilizzate, bottigliette preconfezionate .

Aglio: grande amico contro i tumori! Andrebbe però assunto crudo, come praticamente tutti i vegetali a parte il pomodoro. E poi, mannaggia, fa bene proprio perché ha quell’aroma così pestilenziale. E allora, come fare se crudo non lo si sopporta o se si è alla costante ricerca di bocche da baciare? Si può assumere tramite capsuline di estratto o macerato oleoso (che pure, parliamoci chiaro, possono lasciare un po’ di traccia anche dopo aver lavato i denti), oppure mangiarne 2 – 4 spicchi al giorno marinati; sono quegli spicchi in vasetto di vetro passati a 80 °C per pochi secondi e poi conservati sotto marinatura di olio, aceto ed erbe aromatiche. Oltre a essere delizioso, lascia minor gusto in bocca e sembra conservi almeno l’80% delle qualità dell’aglio crudo. Si trova facilmente al supermercato e costa molto poco. Consigliamo di scolarlo molto bene dall’olio (che spesso è di semi, non di oliva) e poi affettarlo con cura oppure masticarlo molto bene, fino a ridurlo una gustosa poltiglia in bocca: solo così si liberano ai massimi livelli le sue benefiche molecole .

Aglio porro: secondo molti più gradevole dell’aglio, andrebbe consumato crudo, magari in insalata e senza farlo troppo ossidare all’aria. A tanti piace tagliato a rondelle sottilissime e mescolato (sempre rigorosamente crudo) a minestre e risotti: perde quel suo gusto un po’ troppo forte ed è delizioso sentirlo crocchiare sotto i denti, finchè si liberano le benefiche molecole.

Cipolle e scalogno: idem come sopra. Usarli cotti serve a poco, crudi possono essere buonissimi in insalata, mescolati a fagioli, a tonno, etc…; se proprio si vogliono cuocere o si devono usare per soffritto, avere l’accortezza di lavarli, tagliarli con cura e far prendere loro aria per alcuni minuti prima di buttarli in padella: in questo modo qualche proprietà benefica avrà modo di conservarsi parzialmente anche dopo la passata sul fuoco . Per quanto riguarda la cipolla, si consiglia soprattutto l’uso di quelle dal colorito rosso (tipo Tropea) che presentano una maggiore concentrazione di quercetina, un flavonoide in grado di esplicare una forte attività antinfiammatoria, dunque con riflessi antitumorali , specie nella prevenzione delle malattie neoplastiche del sangue (leucemia).

Crucifere: altro grande alleato contro i tumori! Cavoli, cavolfiori, cavoli cappucci, verze, broccoli, broccoletti di Bruxelles, e che più ne ha più ne metta: tutte le crucifere sono un potente bagaglio di difese contro il cancro; se consumate crude, è ovvio, o al massimo passate al vapore. Ma anche un bel risotto, nonostante sia preparato con cavoli o broccoli abbondantemente cotti, è ugualmente utile perché comunque mantiene intatto il carico di fibre (le fibre sono un potente anticancro per l’apparato intestinale e sono fra le poche cose contro cui la cottura, per fortuna, nulla può…) e consente di utilizzare l’acqua o il brodo con cui abbiamo cucinato i benefici ortaggi, recuperando così tutte le sostanze idrosolubili; purtroppo quelle termosolubili vanno inevitabilmente perse.
Ma nulla vieta di cuocere a vapore le verdure, mescolandole poi a del brodo e al riso lessato separatamente: non si otterrà ovviamente un risotto classico, ma comunque una buona e assai salutare minestra di riso.
Una bella insalata di cappuccio o di verza (o entrambi, mischiati) invece non dà nessun problema, è deliziosa e protegge dai tumori come pochi altri cibi. Attenzione: anche in questo caso è importante la buona masticazione, capace di liberare le molecole antioncogene .

Succo di melagrana: non è facile trovarlo in commercio, comunque il succo di melagrana (o “granatina”. Occhio, però: molte ditte commercializzano col nome di “granatina” succhi misti di altri frutti che con la melagrana nulla c’entrano) ha un potentissimo effetto antiossidante e antitumorale , molto maggiore rispetto al frutto stesso; e quello industriale subisce delle lavorazioni che lo rendono ancora più assimilabile dal nostro corpo; un bicchiere al giorno sarebbe un vero toccasana; ripeto, purtroppo è difficile da trovare in commercio, è disponibile in alcuni negozi specializzati e presenta in genere un costo non indifferente.

Curcuma: ecco una spezia preziosa. Usata spesso solo per colorare (in effetti è un colorante giallo, la sua sigla è E100), questa polvere si candida invece a essere il più potente anticancerogeno e antinfiammatorio che si conosca in natura, assieme al tè verde . Sugli animali da laboratorio non solo previene in maniera formidabile i tumori, ma addirittura in alcuni casi è in grado di ridurre la progressione di patologie oncologiche già conclamate ! Si trova facilmente nei supermercati e nelle erboristerie, sotto forma di vasetti o di polvere venduta sciolta.
E’ bene conservarla come il tè verde, in luogo scuro e asciutto.
Si raccomanda di assumerne almeno 1 cucchiaio da tè al giorno, cruda, magari in 2 o 3 minidosi, in quanto ha un’emivita abbastanza corta (qualche ora). Attenzione, però: essa va ASSOLUTAMENTE mescolata ad almeno una punta di cucchiaio, sempre da tè, di pepe nero macinato! Infatti la curcumina, il principio attivo della curcuma, non viene assorbita dal nostro corpo se non in misura ridicola; per fortuna la piperina, contenuta nel pepe nero macinato, ne moltiplica l’assorbimento di oltre 1.000 volte!!! E il pepe nero, a queste dosi, non è tossico come qualcuno crede. Al massimo lo si può trovare un po’ irritante. In questo caso si può inserire nella propria dieta un po’ di peperoncino rosso piccante macinato che invece è fortemente antiirritante, oltre a possedere anche “di suo” notevoli virtù antitumorali . Comunque, sia chiaro, questi suggerimenti vanno bene per chi non ha problemi di salute, specie a livello di apparato digerente; dunque, in ogni caso, è sempre ottima cosa consultarsi su tali argomenti con il proprio medico!
Se piace, la curcuma (col suo buon amico pepe nero) può essere aggiunta a insalate, minestre e ogni altro piatto, a crudo, bevendoci magari dietro del tè verde: si amplificano gli effetti di entrambi questi splendidi amici della nostra salute ! Se il suo aroma non è gradito si può assumerla come un’autentica, preziosa medicina, magari in un “cocktail anticancro” come fanno alcuni; ecco la semplicissima ricetta: 4 cucchiai da minestra di salsa di pomodoro, 1 cucchiaio da tè di curcuma, una punta di cucchiaio da tè di pepe nero macinato, un filo di olio extravergine di oliva (l’olio aumenta SEMPRE l’assorbimento dei cibi cui si accompagna), e poi… mandare giù. Magari non piacerà moltissimo, ma è un balsamo per la salute e richiede uno “sforzo” di volontà e… di palato davvero di pochi secondi.

Frutti di bosco: a trovarli facilmente dal fruttivendolo (o anche surgelati) e a essere disposti a spendere un po’, sono un toccasana . More, mirtilli, lamponi, fragole (sono le più economiche della compagnia!) e similari, tutti sono utilissimi per la nostra salute: grandi nemici del cancro!

Uva nera (specie varietà “fragola”): da mangiare con la buccia, che va masticata con cura dopo un attento lavaggio sotto acqua corrente, rappresenta un pieno di polifenoli praticamente imbattibile. E i polifenoli sono grandi nemici del cancro! L’uva “fragola” prende il nome dal suo caratteristico gusto e aroma, e si trova in commercio soprattutto nella seconda parte dell’estate. E’ deliziosa al palato dei più, conviene approfittarne nella breve “finestra” che ci concede!

Prugne secche: hanno una notevole carica calorica, come gran parte dei cibi essiccati, però non serve mangiarne grosse quantità (ne bastano 4 – 6 al giorno) per acquisire un ottimo potenziale antiossidante, pari o addirittura superiore a cibi più noti sotto questo punto di vista; buona fonte anche di fibra.

Capperi: è difficile trovare qualcuno a cui i capperi siano indifferenti, dato che possiedono un gusto assai deciso: o li ami o li detesti. Comunque sono una verdura con pochissime calorie, ad elevata capacità antiossidante, e soprattutto ricca di quercetina . E’ però importantissimo riuscire a trovare in commercio quelli NON conservati sotto sale (il sale è deleterio per la salute del nostro sistema cardiocircolatorio, e non solo) o sotto salamoie troppo saporite; altrimenti, in alternativa, prima di mangiarli si deve procedere a sciacquarli abbondantemente, molto del sale e un po’ della salamoia tenderanno a sciogliersi nell’acqua e a essere così eliminati.

Semi e olio di lino: ricchissima e comodissima fonte dei preziosi acidi grassi Omega 3 , i semi di lino sono quindi i migliori alleati per il benessere cardiocircolatorio e contro le degenerazioni infiammatorie del nostro fisico, tra le cause primarie dell'oncogenesi. I semi di lino andrebbero assunti nella quantità di 2 cucchiai da tè (o 1 da minestra: all’incirca 10 grammi), magari mescolati a yogurt o a cereali o a un frutto oppure a una qualunque bevanda. E’ però assolutamente necessario che siano MACINATI finemente, altrimenti, se ingeriti così come sono o anche masticati come la nostra dentatura consente, passano attraverso l’apparato digerente senza esplicare alcun effetto. Si possono quindi macinare in un robotino macinacaffè: è un’operazione di 30 secondi e consente di assumere una polverina fina e gustosa (sa vagamente da mandorla) davvero preziosa .
L’olio di lino è ugualmente ricco di Omega 3, però è difficile da reperire in commercio, ha scadenze ridicole (pochi mesi) e, se conservato male (teme tremendamente la luce, l’aria, l’umidità, il caldo), irrancidisce . I semi di lino invece basta conservarli in una scatolina (magari di latta) ben chiusa, fuori dal frigorifero, e macinarli di volta in volta.
Attenzione: se si superano le dosi consigliate possono sorgere dei problemi specie alla tiroide; teniamo dunque ancora una volta l’opportunità di ricorrere ai consigli del proprio medico.

Cioccolata fondente: quando la golosità incontra la salute! Qualche quadratino di cioccolata fondente con almeno il 70% di cacao apporta più polifenoli di una tazza di tè verde . I grassi da cui è composta la cioccolata fondente non sono dannosi per l’organismo e i carboidrati non sono eccessivi, ha quindi solo relativa propensione al picco glicemico. Bisogna ricordare che comunque questo prezioso alimento è fortemente calorico, quindi va consumato con moderazione: 25 – 40 gr. al giorno di cioccolato fondente sono uno snack gustosissimo e più che salutare. Bisogna poi fare attenzione che la cioccolata da noi acquistata abbia una lista di ingredienti piuttosto corta: cacao (massa), burro di cacao, lecitina di soia ed eventualmente aroma di vaniglia, e tracce di latte, nocciole, arachidi; nient’altro, se possibile; come per il tè verde , non assumerla assieme al latte (e derivati).

Soia e derivati: molto diffusa nella cucina orientale, la soia è un potente anticancerogeno per il suo apporto di flavonoidi, sostanze antiossidanti in grado di inibire soprattutto i tumori femminili a origine ormonale; comunque fa bene a tutti. La classica soia è quella che, sotto forma di palline gialle essiccate, si acquista in molti supermercati; le palline vanno lavate sotto acqua corrente, messe a bagno 12 ore, risciacquate, poi lessate 30 – 40 minuti in acqua salata, quindi gustate a piacere, almeno 1 volta alla settimana; meglio se 2.
Fonti di sostanze benefiche della soia ne sarebbero anche i derivati, come i germogli, il latte di soia, il formaggio e le bistecche di soia, etc... Teniamo comunque presente che l’apporto di questi derivati non è paragonabile a quello della soia in sé, secondo alcuni studi sarebbe quasi nullo .

Pomodoro: toccasana contro le affezioni cancerose della prostata, ma non solo , il pomodoro è comunque un ortaggio prezioso per tutti. A differenza di quanto accade per molti altri cibi, la sua principale e potentissima sostanza anticancerogena, il licopene , si libera soprattutto dopo cottura e lavorazione ; quindi il pomodoro più ricco di licopene è quello preparato come sugo, salsa, concentrato, etc... Quattro cucchiai di semplice salsa di pomodoro al giorno, o due di concentrato, sono la dose raccomandata, specie per i maschietti.
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Re: Una proposta dietologica anticancro

il Ven Dic 19 2014, 10:54
The' verde lo prendo ogni tanto,essendo antiossidanti,per l'aglio non sapevo ci fossero sotto olio,vedro' di prenderli,la cipolla la adoro nell'insalata,ma a volte provoca bruciori,quindi ne mangio poca.
Le crucifere le adoro,le mangerei ogni giorno,buoni al forno con la mollica del pane,ma buoni anche con la pasta di pomodoro,prugne ogni tanto...ma non puoi farmi mangiare il pomodoro crudo quello penso sia difficile :D
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Re: Una proposta dietologica anticancro

il Ven Dic 19 2014, 14:50
greto ha scritto:The' verde lo prendo ogni tanto,essendo antiossidanti,per l'aglio non sapevo ci fossero sotto olio,vedro' di prenderli,la cipolla la adoro nell'insalata,ma a volte provoca bruciori,quindi ne mangio poca.
Le crucifere le adoro,le mangerei ogni giorno,buoni al forno con la mollica del pane,ma buoni anche con la pasta di pomodoro,prugne ogni tanto...ma non puoi farmi mangiare il pomodoro crudo quello penso sia difficile :D
Pomodoro crudo? Mai detto! Anzi, cotto sotto forma di sugo fa ancora meglio!
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Categoria 2) a buon potere anticancro

il Ven Dic 19 2014, 14:52
Spinaci: ha ragione Braccio di Ferro: gli spinaci sono ricchi di sostanze antiossidanti preziose per prevenire le neoplasie. Purtroppo devono essere cotti per diventare gustosi: si possono comunque cuocere in modo delicato, al vapore , usando l’acqua in cui vengono magari passati o lessati, senza sottoporli a temperature eccessive e per troppo tempo.

Pesce: che non manchi mai sulla nostra tavola per almeno 4 pasti alla settimana! Il pesce, alimento spesso sufficientemente magro e dietetico, è una fonte ineguagliabile di acidi grassi buoni, gli Omega 3, e va consumato specialmente sotto forma della cosiddetta varietà “azzurra”: sardine, sgombri, etc…; ottimo anche il pesce a colorazione rossa come la trota salmonata o il salmone. Ma tutto il pesce è un alimento da consumare generosamente, dai calamari al tonno, dal pesce spada ai crostacei, dalla trota al branzino, perfino l’anguilla, che pure è abbastanza calorica e quindi va comunque limitata.
E’ naturale poi che il pesce subisce, esattamente come la carne e gli altri alimenti, la violenza e il danno di cotture insultanti o proprio sbagliate (come su una brace severa o sulla carbonella). Meglio, molto meglio, lesso, oppure in scatola (al naturale o sgocciolato dal suo olio), in umido, al forno senza superare i 180 – 200 °C di temperatura .
Quanto agli inquinanti dei mari (come il mercurio) che il pesce assimila e trasmette a chi lo mangia, dobbiamo tenere presente che i vantaggi di mangiare pesce superano gli svantaggi di ingerire queste sostanze, senza dubbio dannose; comunque, se si vuole seguire una semplice regola empirica davvero efficace, basta ricordare che più piccolo è il pesce minore sarà la sua contaminazione . Meglio lo sgombro del tonno, quindi, e meglio l’alice dello sgombro, se vogliamo esemplificare.

Noci: la frutta secca ha la sola controindicazione di essere molto calorica. Comunque delle noci, una volta scartata la scorza, non rimane molto, quindi è difficile eccedere a meno che non se ne consumino... 10 – 15 a pasto! Diciamo che 4 – 6 noci al giorno sono la quantità ideale per assumere una discreta dose di Omega 3, oltre a tante altre preziose sostanze oleose in grado di combattere efficacemente il colesterolo cattivo ed esplicare una buona attività anticancro (in special modo l’acido ellagico , contenuto appunto in questo delizioso frutto secco) .
A scopo salutistico non ha molto senso acquistare noci già sgusciate, l’ossidazione fa loro perdere molte proprietà.

Mele: tutta la frutta fa benissimo, a patto di acquistarla “bio” o di lavarla con molta accuratezza sotto acqua corrente; se si sbuccia una mela si evita quasi completamente di assimilare i pesticidi usati per la sua coltivazione, ma si rinuncia pure a molte sostanze utili tra cui la quercetina, oltre che a parecchia fibra. Diciamo che come, in tante situazioni, il buon senso sta nel mezzo: okay alla mela con la buccia ma dopo un lavaggio scrupoloso sotto l’acqua viva, sferzante di un rubinetto aperto completamente (l’attività meccanica prolungata dell’acqua corrente è simile o anche migliore rispetto a quella di una spugna, per esempio). In ogni caso, come per il pesce, anche per la frutta è superiore il beneficio del suo consumo rispetto al danno dei suoi inquinanti dopo accurata pulizia.
Una mela al giorno toglie il medico di torno: due meglio, tre meglio ancora . La mela disintossica, disinfiamma, è antiossidante, ha scarsa propensione al picco glicemico, contiene vitamine, quercetina, fibre . Va però mangiata cruda. Se la cuociamo eliminiamo tutte le sue sostanze buone (a parte la fibra).

Ciliegie, albicocche, pesche: via libera alla frutta estiva colorata, ricca di una miriade di sostanze antiossidanti e anticancerogene, oltre che di fibra, ma non di calorie; via libera, quindi, quando è disponibile dal fruttivendolo, accuratamente lavata e mangiata cruda; via libera, cosa dire di più?

Kiwi: 1 bel kiwi al giorno ci dà un’ottima dose di vitamina C, di fibra e di antiossidanti. Non dovrebbe mai mancare sulla nostra tavola in questa o in superiore quantità.

Agrumi: pochi frutti hanno il potere benefico degli agrumi in generale . Arance sì, dunque, ma anche limoni (va benissimo il succo fresco), pompelmi, mandarini, clementine, etc…
Tuttavia è bene non eccedere con le arance, in quanto alcuni studi sostengono che esse, se assunte in abbondanza e con regolarità, soprattutto sotto forma di succo, potrebbero paradossalmente favorire processi degenerativi anche di tipo tumorale ; d’altra parte non è l’unico caso di alimento protettivo nei confronti del cancro solo se assunto in modiche quantità, nocivo invece se assunto in eccesso (esempio lampante: il vino, come spiegato appena qui sotto!). Quindi, consumiamo le arance, ma 3 – 5 frutti alla settimana (considerando anche l’eventuale assunzione tramite bevande), senza abbuffarcene.
Due raccomandazioni: cerchiamo di mangiare anche quella pellicina bianca che sta sotto la buccia degli agrumi in quanto è una miniera di sostanze benefiche, oltre che di fibra; ed è anche buona, o almeno neutra, ha un gusto che somiglia alla mollica di pane bianco!
Se si bevono succhi di agrumi (meglio se spremute fatte da noi) è necessario consumarli subito, si ossidano presto e perdono molti dei loro nutrienti.

Vino rosso: chi consuma alcool in maniera moderata denuncia un rischio di morte non senile (indipendentemente dalla causa) inferiore di circa il 25-30% rispetto agli astemi . Ma chi consuma alcool in maniera eccessiva ha un rischio di morte enormemente superiore . E poi c’è alcool e alcool: che differenza, ad esempio, tra molti superalcolici o determinati drink purtroppo tanto in voga anche tra i giovani, e il genuino, sano bicchiere di vino! E che bevanda rappresenta il vino rosso, meglio se dal gusto forte! Fino a 1 bicchiere al giorno per le donne e fino a 2 per gli uomini è la dose ideale per assimilare polifenoli, flavonoidi e l’importantissimo resveratrolo , sostanza fortemente anticancerogena.
Occhio, però: che sia almeno di discreta qualità; un vino che costa troppo poco deve farci rizzare le antenne.

Carote: altro ortaggio, molto ricco di betacarotene, che è opportuno sia presente di tanto in tanto nelle nostre insalate: la carota va consumata dopo averla sbucciata appena in superficie, ben lavata e mantenuta cruda, una o due volte la settimana. Il betacarotene , un importante antitumorale, e la fibra rendono la carota una verdura davvero preziosa. Teniamo comunque presente che, pur non calorica, la carota ha un valore glicemico un po’ alto. Il suo colore, così come il colore di ogni altro piatto, non fa mai promesse che poi non mantiene: infatti se è vero che la varietà, oltre alla qualità, è la base di una dieta sana, altrettanto vero è che il colore, specie per gli ortaggi, è una semplice ma efficace spia che ci consente di variare. Alterniamo dunque il rosso (pomodoro, peperoni) al verde (zucchine, piselli, spinaci, crucifere, erbe, di nuovo peperoni) al giallo-arancio (peperoni ancora, carote, zucca) al bianco (cipolle, aglio, porro) allo scuro (cipolle ancora, funghi, melanzane), e così via.
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Categoria 3) a discreto potere anticancro

il Ven Dic 19 2014, 14:55
Polvere di peperoncino rosso piccante: condire alcuni dei nostri piatti con la polvere di peperoncino rosso piccante che si acquista presso qualunque negozio o supermercato in bustina o boccetta è un modo per esaltarne il gusto, arricchendoli di antiossidanti e vitamina C . Il peperoncino rosso macinato è un forte antinfiammatorio e può risolvere alcuni problemi causati dall’uso costante del pepe nero. Va comunque consumato in misura limitata (una spruzzata al dì su una o due pietanze). Occhio però, se si hanno problemi di salute: non è sempre controindicato (nemmeno per l’ulcera conclamata, secondo alcuni medici!), ma molti dottori ne sconsigliano l’uso. A ciascuno di noi quindi la scelta, sempre seguiti dal medico di fiducia.

Prodotti dell’orto vari (peperoni, melanzane, insalata, radicchio, zucchine, zucca, etc…): tutti gli ortaggi , anche quelli che non abbiamo citato nelle precedenti categorie ancora più “nobili”, sono comunque degli utili alleati contro il cancro: ricchi di fibra, clorofilla, sali minerali, vitamine preziosissime, contribuiscono a “colorare” (quindi a “variare”) moltissimo la nostra dieta e vanno mangiati il più possibile crudi; se ciò non è realizzabile o non è gradito vanno bene anche cotti, purchè si recuperi l’acqua di cottura; in ogni caso, mal che vada, questi grandi amici della nostra tavola avranno mantenuto intatto il loro ricchissimo apporto di fibre , con evidenti benefici per l’apparato digerente.

Legumi: se ceci e lenticchie sono i re dei legumi, non bisogna dimenticare anche gli altri, come i fagioli, le fave, etc…; si tratta di piatti che, oltre a contenere una discreta quantità di sostanze nemiche dei tumori, le quali si conservano apprezzabilmente anche dopo la cottura, apportano comunque grandi quantità di fibre e molte proteine nobili, tanto da poter tranquillamente sostituire la carne , che invece tanto nemica dei tumori non lo è, specie quella rossa . Una bella insalata di legumi (ad esempio fagioli) con tonno o ancora meglio sgombro (esso infatti è un pesce azzurro, più ricco dunque di Omega 3, ed è di minori dimensioni, dunque meno contaminato dai metalli pesanti che inquinano mari e oceani ), un po’ di cipolla cruda tagliata sottile, qualche rondellina altrettanto sottile di porro, un generoso filo d’olio extravergine d’oliva , un po’ di aceto e poco (o niente) sale , al limite una presina di pepe: ecco un piatto che rappresenta un autentico concentrato di salute in quanto combatte i tumori, scioglie il colesterolo, nutre con proteine fra le migliori, apporta acidi grassi di ottima qualità e fornisce relativamente poche calorie.

Yogurt: probabilmente è vero che certe popolazioni dell’Europa orientale vivono molto a lungo per il largo consumo di yogurt; ma attenzione: il loro yogurt è bianco, acido, non lavorato, spesso preparato col latte appena munto dalla mucca di casa, diverso dunque da certi prodotti che troviamo noi in commercio .
Quindi, okay allo yogurt , ma tenendo ben presente quanto sopra, e con la data di scadenza più lontana possibile perché sia preservata l’integrità dei preziosi fermenti lattici vivi.
Infine: leggere sempre le etichette, così se uno non vuole yogurt “scremato” o non vuole ingerire dolcificanti artificiali saprà come orientarsi.

Uva bianca: disintossicante, ricca di zuccheri nobili, vitamine, fibra (specie se mangiata con la buccia, una volta ben lavata sotto acqua corrente), l’uva bianca è un ottimo alimento con discrete proprietà anticancro, anche se non paragonabili a quelle dell’uva nera, specie della varietà “fragola” , ricchissima di polifenoli che a quella bianca mancano quasi del tutto. Inoltre l’uva bianca ha generalmente un tenore calorico abbastanza elevato per essere un frutto, quindi va consumata con relativa moderazione.

Olio extravergine di oliva: forse un po’ sopravvalutato nella nostra dieta, è comunque un condimento a crudo ideale.
Attenzione: il migliore da un punto di vista salutistico è quello che riporta sulla confezione una dicitura simile a “ottenuto da olive di 1^ qualità spremute meccanicamente…”; non deve costare troppo poco (a meno che non sia in sconto, è ovvio...), e soprattutto è bene sia contenuto in lattina o vetro scuro: la luce è uno dei grandi nemici dell’olio.
Apportatore di buone quantità di grassi nobili, anche se non di Omega 3 come tanti credono, di molta vitamina E, notoriamente antitumorale, l’olio extravergine di oliva è sensibile solo a temperature piuttosto elevate, quindi va bene anche per friggere, sempre che del fritto non si possa proprio fare a meno. E’ un ottimo fluidificante sanguigno, e combatte il colesterolo “cattivo” . Ha poi una proprietà che poco si conosce ma che è fra le sue più importanti, e che in questo lavoro è già stata abbondantemente citata: grazie al proprio contenuto grasso e vitaminico rende più assimilabili i cibi cui si accompagna come condimento crudo (un po’ come fa il pepe nero macinato con la curcuma).
Quindi, non esageriamo con l’olio extravergine di oliva, che è comunque un alimento molto calorico, ma usiamolo in piccole dosi, quotidianamente, possibilmente a crudo.

A presto per un commento generale...
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Re: Una proposta dietologica anticancro

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