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Una settimana dedicata alla tiroide

il Ven Giu 12 2015, 17:08
Stanchezza (anche dopo sforzi lievi), sonnolenza, voce roca, crampi e dolori muscolari, fragilità dei capelli, alterazioni dell'umore (soprattutto in senso depressivo), tachicardia e ansia: sono alcuni dei sintomi che possono indicare un malfunzionamento della tiroide e che spesso tendiamo a trascurare. Oltre il 50% delle persone che soffrono di disturbi alla tiroide, secondo alcune stime, non ne è consapevole e non riceve una diagnosi corretta e tempestiva. In Italia le patologie tiroidee colpiscono 6 milioni di persone, di cui la maggior parte donne, le più colpite dal cancro della tiroide il cui trend è in crescita. Per portare l’attenzione sui disturbi tiroidei, anche quest’anno si celebra dal 18 al 25 maggio la Settimana mondiale della Tiroide che ha quest'anno come tema “Poco sale ma iodato: la prevenzione delle malattie tiroidee si fa mangiando sano".  La ricerca sui ritardi nella diagnosi sono anche gli obiettivi del progetto 'Tiroide In Primo Piano' che durerà per tutto maggio e che offre la possibilità di fare un test di autovalutazione. Qui gli esperti ci spiegano come funziona la tiroide, quali sono le malattie ad essa collegate, perché è importante lo iodio, dove trovarlo ed anche quali sono le terapie e le nuove tecnologie della chirurgia tiroidea


Che cos’è e come funziona la tiroide
La Tiroide è una ghiandola endocrina posta nella regione anteriore del collo, davanti alla trachea: ha dimensioni modeste malgrado sia una tra le più rilevanti ghiandole dell’intero sistema endocrino. Gli ormoni prodotti dalla tiroide, comunemente conosciuti come T3 e T4, svolgono importanti funzioni di controllo e regolazione del metabolismo cellulare e agiscono su quasi tutte le cellule dell’organismo, purché queste siano dotate di un sistema che ne consenta l’attività (i cosiddetti recettori per gli ormoni tiroidei). La produzione degli ormoni tiroidei è regolata da effetti stimolatori ed effetti inibitori con un meccanismo di bilanciamento che consente di mantenere, in condizioni normali, un adeguato livello circolante di ormoni. L’effetto stimolante è esercitato dal TSH, un ormone prodotto dall’ipofisi che stimola la produzione e la secrezione di T3 e T4; questi ultimi, a loro volta, inibiscono la secrezione di TSH attivando in questo modo un meccanismo di autoregolazione. Gli ormoni tiroidei hanno la caratteristica di essere iodati: ognuno di essi, cioè, contiene atomi di Iodio. Lo iodio risulta, quindi, l’elemento fondamentale per un regolare funzionamento della tiroide: senza iodio le sostanze prodotte dalla ghiandola perderebbero ogni efficacia; da ciò deriva lo sviluppo di numerose patologie secondarie alla carenza e, in taluni casi, all’eccesso di Iodio.


Perché lo iodio è importante
Lo iodio è un micronutriente essenziale per il corretto funzionamento della tiroide perché è il principale costituente degli ormoni tiroidei. “La ghiandola tiroidea presente in quasi tutte le specie viventi è nata quando la vita creatasi in mare ha trovato una disponibilità di iodio enorme nelle acque del mare e gli organismi primitivi hanno sviluppato degli organi capaci di utilizzare quest’ingrediente” spiega Francesco Trimarchi, presidente della Società Italiana di Endocrinologia (Sie). “Lo iodio è, infatti, il costituente principale degli ormoni tiroidei che regolano lo sviluppo, la crescita e l’utilizzazione dell’energia, cioè tutte le funzioni vitali”. La carenza di iodio è la causa principale del gozzo, cioè di un aumento delle dimensioni della tiroide, della formazioni dei noduli e di molti altri effetti dannosi sulla salute, indicati nel loro insieme come “disturbi da carenza iodica” tra cui un aumentato rischio di aborto, difficoltà nella procreazione, mortalità perinatale, malformazioni congenite e cretinismo endemico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha indicato la carenza iodica tra le prime dieci emergenze della salute pubblica ma, nonostante i programmi nazionali, siamo ben lontani dagli obiettivi indicati dall’OMS. “La maggior parte del nostro Paese è a carenza iodica e sono circa 6 milioni, più del 10%, gli italiani affetti da gozzo che rappresenta la manifestazione più visibile di questa carenza” dice Piernicola Garofalo, Presidente Associazione Medici Endocrinologi (AME) Onlus. Particolarmente sensibile al difetto di questo micronutriente è il cervello in età fetale e neonatale che ha uno sviluppo incompleto in condizioni di carenza iodica. La carenza di iodio colpisce non solo le aree montane ma anche le regioni pianeggianti e costiere.
http://www.repubblica.it/salute/interattivi/2015/05/15/news/settimana_mondiale_della_tiroide-114412101/
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