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Il caffè in capsule fa male? E’ davvero cancerogeno?

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Teo
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MessaggioTeo il Dom Mar 22 2015, 09:01

E’ possibile che le cialde facciano male? Leggiamo nei vari forum che il materiale che contiene il caffè non ha nulla di diverso da quello usato per tè e camomilla, non avrebbe quindi particolari sostanze pericolose al suo interno.

Nella nostra ricerca però facciamo anche la conoscenza di una nuova sostanza: il furano

Le capsule sono ermetiche per evitare perdite di aromi e il furano, che è un elemento volatile resta imprigionato anche a causa dell’ elevata pressione dell’acqua calda che contribuisce a estrarne maggiori quantità. Di contro un caffè fatto alla maniera tradizionale e poi versato in tazze o un caffé lungo, hanno più possibilità di far evaporare il furano.

Queste sono le parole di Javier Santos, docente di chimica analitica all’Università di Barcellona.

Che cos’è il furano?

Il furano, altresì conosciuto come furfurano o ossido di divinilene, è un composto organico eterociclico aromatico, ottenibile per sintesi e per distillazione del legno, in particolar modo del pino.

Il furano è un liquido chiaro e incolore, molto volatile ed altamente infiammabile, con un punto di ebollizione vicino alla temperatura ambiente. È tossico e può essere cancerogeno, viene infatti generalmente considerato un inquinante organico persistente. I dibenzofurani policlorurati, come il TCDF, sono composti derivati del furano assimilati alle diossine ( da wikipedia).

A questo punto però bisogna specificare anche come e perchè le capsule potrebbero essere pericolose per la salute. Secondi i vari esperimenti una persona di circa 70 kg di peso infatti dovrebbe prendere dai 20 ai 30 caffè in capsule al giorno per correre dei seri rischi e ingerire quindi una quantità notevole della sostanza nociva.

Quali sono invece le conseguenze dal punto di vista ambientale?

– le capsule di caffè in alluminio non sono riciclabili perchè sono bi-compomenti (alluminio e caffè) e quindi per essere smaltite andrebbero separati i due elementi. Anche le capsule in plastica non sono riciclabili, però stanno uscendo sul mercato delle capsule composte da plastiche biodegradabili che sembrano poter risolvere il problema di questo prodotto: per lo smaltimento si deve fare riferimento alla normativa DIRETTIVA 94/62 CE.
– le cialde di caffè sono composte da due fogli di carta e quindi possono essere composte nell’umido.

Caffè in capsule, pericolo cancro?
Una ricerca dell’Università di Barcellona, diretta dal professor Javier Santos e pubblicato sul “Journal Food Chemistry”.

Conterrebbe alti livelli di furano, potenziale causa di tumori

Le capsule del caffè sono tema controverso, a metà tra salute ed alimentazione. Per alcuni, sono un ottimo compromesso tra gusto, praticità e stile. Tuttavia, altri
evidenziano un pericolo legato al furano, contenuto in dosi rilevanti e portatori di cancro.

Questo il messaggio evidenziato da una ricerca dell’Università di Barcellona (Spagna), diretta dal professor Javier Santos e pubblicato sul ” Journal Food Chemistry”.

La squadra di Santos ha preso in esame diversi tipi di caffè, focalizzandosi sulle dosi di furano presenti alla fine della preparazione.

Risultato, i livelli più elevati si trovano appunto nella capsule, che ne contengono 117-244 nanogrammi/millilitro, seguiti da caffè espresso da bar (43 e 146 ng/ml), caffè
decaffeinato (14-65 ng/ml), caffè istantaneo (12-35 ng/ml) e caffè fatto con la moka (2-78 mg/ml).

Gli scienziati spiegano le differenze di furano con le differenze nel confezionamento. Il furano è una sostanza volatile, che si forma ad alti livelli di temperatura. Perciò, di
base, meno la chiusura della confezione è efficace, più la sostanza si disperde nell’ambiente. Di conseguenza, il livello di furano nel decaffeinato è inferiore a quello
delle capsule.

Inoltre, il caffè in capsule subisce spesso tostatura ad alte temperature, anch’essa capace di innalzare le dosi della sostanza.

Il lavoro di Santos e compagni non è stato esente da critiche: in particolare, gli scienziati scettici e dubbiosi puntano il dito sulla dibattuta questione della pericolosità del
furano.

Di base, le dosi di una singola capsula o di un singolo bicchiere sono bassi, in quanto la dose realmente assimilata varia dagli 0,03 ai 0,38 μg/Kg (microgrammi per Kg chilogrammo di peso
corporeo) con 2 μg/Kg come dose-limite per la sicurezza. Per superare la soglia di allarme, allora, sarebbe necessario qualcosa come 0 tazzine di caffè in capsula, o 30 al bar o,
ancora, ben 60 preparate con la moka.

Il problema sta nell’accumulo: dose dopo dose, il furano si deposita nell’organismo, aumentando pian piano fino a raggiungere e superare il punto critico. Tale meccanismo non è ancora
del tutto chiaro, specialmente riguardo la relazione tra accumulo e resistenza del corpo alla sostanza.

Insomma, ad oggi è sbagliato (o quantomeno fortemente prematuro) criminalizzare le diverse forme di caffè
http://www.diggita.it/v.php?id=1448689

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